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di: Dott. Federico Cresta

Sino a qualche anno fa, la gravidanza rappresentava un serio pericolo per la salute delle donne affette da FC, in quanto era correlata molto spesso a un netto peggioramento della malattia polmonare, con significativo calo spirometrico e aumentato rischio di infezioni.

L’impossibilità di somministrare molti farmaci fondamentali per il controllo della patologia (in particolare molte classi di antibiotici) rendeva la gestione medica della gravidanza ancora più complessa, al punto che molti Centri di Cura sconsigliavano alle pazienti con FC di programmare una gravidanza.

Oggi non è più così…

Con il miglioramento generale della salute e della longevità che abbiamo osservato negli ultimi anni nelle ragazze affette da FC, sono sempre di più le pazienti interessate a diventare madri e di conseguenza sempre più frequenti stanno diventando le gravidanze: desiderate e non…

L’avvento delle nuove terapie ha ulteriormente aumentato le probabilità di gravidanza in FC, in quanto da un lato rendono più fluido il muco cervicale e dell’altro portano ad un netto miglioramento delle condizioni respiratorie e nutrizionali delle pazienti, aumentandone la fertilità.

La gravidanza per una ragazza con FC resta un momento delicato, in quanto la gestazione va ad alterare tutta una serie di equilibri fisiologici nella donna, modificando il pattern respiratorio e molti fattori bioumorali fondamentali (controllo della pressione arteriosa e dell’assetto glicemico, difese immunitarie, ecc…).

Il consiglio è quello di programmare in largo anticipo la gravidanza, comunicando al proprio Centro di riferimento la volontà procreativa e pianificando gli accertamenti propedeutici necessari. Fondamentale, ad esempio, è l’effettuazione di un test del portatore nel partner della paziente (con sequenziamento completo del gene CFTR), al fine di evitare la ricorrenza della malattia nel bambino.

Alla luce dell’aumentata fertilità, è d’altra parte molto utile informare le ragazze con FC riguardo i metodi contraccettivi più idonei, prediligendo i sistemi barriera, al fine di prevenire anche eventuali malattie sessualmente trasmissibili.