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di: dott. ssa Marica Bovio

Quando hai una visita in Day-Hospital o quando entri in ricovero, spesso ti viene detto che è necessario fare un prelievo o posizionare un accesso venoso. Qui trovi le risposte a tutte le tue curiosità e perplessità.

Per “accessi venosi” si intendono tutti quei presidi che vengono utilizzati per avere un accesso a un vaso sanguigno.

Alcuni tipi di terapie, come gli antibiotici prescritti in caso di riacutizzazione, sono farmaci la cui formulazione è creata per la somministrazione endovenosa, la quale garantisce che il farmaco venga somministrato interamente e sia disponibile da subito. Questo non succederebbe, ad esempio, se si assumesse una terapia per via orale, dove si dovrebbero attendere le tempistiche legate allo svuotamento o all’assorbimento gastrico.

 I più utilizzati in FC sono: Butterfly, Ago cannula, MidLine/PowerGlide e Ago di Huber (Port-a-Cath).

Il butterfly, o ‘farfallina’, si chiama così proprio perché ha la forma di una farfalla. È il comune ago da prelievo che viene utilizzato nei Day-Hospital.

L’ago cannnula è un presidio composto da due parti: l’ago e un tubicino in materiale biocompatibile. L’inserimento di questo dispositivo prevede che, dopo la puntura della vena grazie all’ago, questo venga rimosso lasciando parte del tubicino flessibile nella vena e parte di esso appoggiato sulla pelle, in modo che sia possibile fare prelievi di sangue, ma anche e soprattutto infondere farmaci e flebo. Hanno durata di 3-5 giorni a seconda del materiale di cui sono composti.

I Midline e i powerglide sono molto simili all’ago cannula, con la differenza che sono più lunghi e vengono posizionati in una vena più profonda e che viene quindi ricercata con l’aiuto di un ecografo. Sono utilizzati per prelievi, ma soprattutto per l’infusione delle terapie per periodi di tempo di durata fino a 14 giorni.

L’ago di Huber è un ago particolare a forma di ‘L’ e viene applicato su un dispositivo precedentemente impiantato, il catetere venoso centrale Port-A-Cath, quando è necessario infondere terapie e flebo per lunghi periodi. L’Ago di Huber viene sostituito ogni sette giorni, mentre il Porth-A-Cath resta in sede e si porta a casa.

Non c’è nulla di specifico che non si possa fare, ma è una zona sensibile: per tutti gli accessi venosi quello che si raccomanda è di fare attenzione a non prenderci dei colpi, per evitare spostamenti, dislocamenti e dolore. Inoltre, è molto importante cercare di non bagnare il cerotto della medicazione che li protegge in modo da ridurre il rischio infettivo. Questo non vuol dire che non ci si possa lavare (anzi, bisogna continuare a lavarsi!), ma adottare qualche precauzione in più come, ad esempio, indossando una pellicola trasparente sul catetere venoso prima della doccia o segnalare se le medicazioni si inumidiscono, così che possano essere sostituite.

Per qualsiasi dubbio o perplessità sul catetere venoso, ricorda che il personale infermieristico è sempre pronto a darti l’assistenza necessaria e mostrarti come meglio averne cura.